Frammenti di troppo amore: Overlove di Alessandra Minervini

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«Perché non stiamo più insieme?»

«Perché non stiamo più insieme.»

Attutire il colpo causato dalla fine di una relazione non è mai facile. Perché a volte le relazioni finiscono. Perché? Per i più svariati motivi, anche per il troppo amore. In inglese definirebbero questo fenomeno con overlove, parola che dà il titolo al romanzo d’esordio di Alessandra Minevini (edito da LiberAria) e che, semanticamente, racchiude in sé l’immagine di qualcosa che trasborda, che va oltre.

Quello che accade quando due persone non stanno più insieme è nulla. L’impressione è che non sia cambiato alcunché.

Tranne tre cose: ci si affeziona sempre meno a tutto. Primo.

Si preferisce la brevità in ogni suo aspetto, anche i capelli corti a quelli lunghi. Secondo.

Non si sta più insieme. Terzo.

Questo elemento — il terzo — è senza dubbio quello a cui ci si abitua meno.

Al centro della storia ci sono Anna e Carmine, due attori sul palco illuminato a giorno della fine del loro amore. Due persone che, però, attori non sono per niente: sembrebbero piuttosto stranieri, altro da sé, alienati. Lei, benestante di famiglia, insieme al prestigio del grande negozio di alta moda ereditato dal padre (il primo di tutto il sud Italia) deve farsi carico anche di tutti i debiti. Lui, anagraficamente molto più giovane di lei, ha una moglie e una e un immenso amore per quest’altra donna che dura ormai da tre anni. Di mestiere fa il cantante, di quelli indie, i preferiti dai giovani. Anche se, per tirare a campare, sembra voler fare il grande salto alle major. Fa musica sotto lo pseudonimo di Miamai, che sembra il nome di un collettivo quando invece c’è canta lui solo. Sono Anna e Carmine gli amanti che provano troppo amore l’uno per l’altro, sentimento straripante che porta lei a decidere di lasciarlo, lui a pensare di poterla riconquistare in qualche modo.

L’amore. Se all’amore aggiungi una consonante, la t, diventa morte ma non dura per sempre. Le parole contengono dei ventagli che nascondono la verità. La t di morte è il ventaglio dell’amore. L’amorte.

Ci sono altri personaggi, secondari, che si fanno portatori di altre idee d’amore, ma Anna e Carmine dominano la scena col loro essere tutto e il contrario di tutto. Quello che ne viene fuori è il ritratto impazzito di due persone che non possono fare a meno l’uno dell’altro.

La narrazione si arricchisce grazie a uno scerario insolito per i romanzi di questo respiro, in cui si fa fatica, però, a trovare altre storie che siano anche lontanamente simili. Siamo davanti a una prova di scrittura del tutto nuova: per stile, tematiche, ambientazioni e caratterizzazione psicologica dei personaggi. Non solo. A un certo punto Overlove abbandono le fila del romanzo dedicato alla fine generica di un amore per abbracciare quelle di analisi etico-sociale: tutto esiste e tutto è frammentato — l’amore, la condizione economica di entrambi, l’ambiente (che non è né Roma né Milano, ma un luogo molto più periferico e molto meno conosciuto, ma non per questo meno affascinate), le mancanze. E ancora: il tradimento, il non-detto, il dislivello sociale dato dai nuovi ricchi, spesso stranieri (rappresentati dagli investitori interessati al Negozio di proprietà della famiglia di Anna o da inaspettatissimi giovani con marcato accento dell’est come B&B, Blondie & Bowie, giovanissima coppia di appassionati di musica, ricchissimi, vuoti e decadenti).

Con questo suo esordio, Alessandra Minervini ha dimostrato di saper descrivere a perfezione lustri e disagi di giovani e no che vivono in questi nostri anni figli dei primi Duemila. La sua penna ha tratteggiato profili e vicende di non facile risoluzione, che si attaccano alla carta e la corrodono dall’interno, quasi fossero acide. Non si tratta di una lettura facile, bisogna aspettare il momento giusto per poterla affrontare.

Overlove è un libro fatto d’amore e di dolore, alla stessa maniera, che attrae e respinge come la più forte delle passioni e il peggiore degli incubi.

 

 

Overlove, Alessandra Minervini, LiberAria, pp. 200

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