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Denti, fratelli e amore: ‘Alla radice’ di Miika Nousiainen

In amore, come in odontoiatria, la pratica è tutto.

Tutti odiano andare dal dentista, eppure è proprio da una visita sulla temuta poltrona odontoiatrica che Pekka ha scoperto di avere un fratello maggiore e una sorella, un’altra sorella e un’altra ancora. Questa è la storia commovente e spassosa che il finlandese Miika Nousiainen ci racconta nel suo Alla radice, recentemente portato in Italia da Iperborea nella traduzione di Marcello Ganassini.

Nella vita può capitare di tutto e i motivi per cui scomparire non mancano. Inutile considerarmi unico e pensare che mio padre abbia abbandonato con tanta freddezza soltanto me. Può darsi che abbia abbandonato anche altri, e con più freddezza ancora.

 

La prima impressione che ho avuto immediatamente dopo aver voltato l’ultima pagina di Alla radice è stata quella di una grande sorpresa: è un romanzo che ho letto a scatola chiusa, in tempi brevi rispetto alla sua uscita e l’ho divorato in un giorno e mezzo, tanto mi preso tutta la vicenda. Voglio svelarvi qualcosa di più in merito, ma non troppo.

Alla radice è un romanzo sull’abbandono. C’è un padre che se ne va. Se ne va e lo fa ripetutamente, con Pekka, di professione copywriter e mangiatore di schifezze, fresco di divorzio è anche il primo protagonista che veniamo a conoscere nella lettura; con Esko, dentista scapolo e fratello ritrovato; con Sari, ragazza madre energica che ha tutta la verve degli svedesi e una famiglia multiculturale pur essendo di posizioni politiche alquanto opposte; persino con Sunday e Fana, le altre due ritrovate. Su di loro aleggia la figura di Onni Kirnuvaara, il padre che li ha abbandonati, cosa strana, quando ognuno dei fratelli ritrovati aveva solo tre anni, in punti diversi della Terra… anche molto, ma molto lontani tra loro.

Alla radice è un romanzo sui denti, perché manco a dirlo sono sempre presenti: a volte devono essere curati, a volte servono solo come metro di paragone per qualcos’altro, forse proprio per l’amore. Alla radice di Miika Nousiainen è un romanzo sull’amore: quel sentimento da ritrovare, scoprire, coltivare.

Miika Nousiainen scrive con dolcezza e arguta ironia di una storia complicata che parte in Finlandia, arriva nella vicina Svezia, prende parte per la Thailandia, fino a trovare il suo compimento in Australia. Un viaggio fino alle radici della famiglia Kirnuvaara, tra storie raccontate da parenti, storie taciute da madri e incroci a sorpresa.

 

Alla radice è un’inaspettata scoperta letteraria, capace di strapparvi una risata mentre vi spinge a prendere i fazzoletti. Proprio come i protagonisti di questo romanzo tornano arricchiti da questo lungo viaggio, trovando una famiglia di cui non sapevano niente e ritrovandosi nel profondo, anche noi  lettori non possiamo fare altro che seguire appassionatamente le vicende dei fratelli Kirnu, raccontate con toni e modi diversi una volta dal punto di vista di Pekka e una volta da quello di Esko, ed essere felici perché questo libro, una volta finito ci insegna qualcosa di più sulla felicità e sui rapporti umani.

Alla radice, Miika Nousiainen, Iperborea, pp. 252

(con la traduzione dal finlandese a cura di Marcello Ganassini)

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