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Aspettando il Premio Strega: ‘Città sommersa’ di Marta Barone

Una storia sconosciuta riemerge dagli atti di un processo. La storia di un padre e del suo passato. Da quel momento quel padre diviene L. B. e sua figlia Marta comincia a ricostruirne tassello dopo tassello quella vita sommersa, un’esistenza piena di eventi, scelte e cambiamenti che solo poco prima non avrebbe mai creduto possibili. Tutto questo Marta Barone lo racconta bene nel suo Città sommersa, un romanzo che racchiude una storia vera, anzi, più di una, pubblicato a gennaio da Bompiani e in lizza tra i dodici del Premio Strega 2020.

Eccolo, L. B., eternato nel tempo

L. B., padre, ma prima ragazzo. Fine anni sessanta, inizio anni settanta. L. B. giovane medico viene condannato al carcere per partecipazione a banda armata. L. B. è in realtà innocente, si ritrova invischiato nel fatto perché impegnato a prestare soccorso a uno di loro, ferito. Marta si trova davanti alle carte del processo e da questo momento, documento dopo documento, ripercorre quegli anni della vita di L. B. I documenti, però, le non permettono di ricostruire tutto, così inizia a chiedere testimonianze a chi lo aveva conosciuto: parenti, amici, avvocati.

Di lui non sapevo granché. Oltre al fatto che quando siamo giovani ci limitiamo a constatare che i nostri genitori esistono, e non ci interessiamo molto di loro […]

Di Leonardo Barone, abbreviato in L. B. dall’inizio della narrazione, Marta conosce bene il suo essere padre: le letture dei miti greci nella mansarda a Torino, le estati passate insieme giù, al sud, al paese d’origine di parte paterna, il fatto che fosse una persona appassionata e disponibile con tutti, dai mille interessi.

Possibile che non avessi visto su di lui nessun segno, mai, del passato? Cosa avevo ignorato, cosa avrei potuto chiedergli? Avrebbe cambiato qualcosa?

Scandagliando tra documenti, testimonianze e ricordi di chi ha trascorso con L. B. gran parte del tempo da giovani, Marta viene a sapere che suo padre, oltre ad essere medico, operaio e laureato in giurisprudenza, ha preso parte a Servire il Popolo (precedentemente Unione dei Comunisti Italiani Marxisti-Leninisti), partito che imponeva ai suoi iscritti regole di vita molto rigide, sia per quanto riguarda la vita politica che quella privata, chiedendogli persino parte dei loro averi e riducendoli molto spesso in povertà. Inoltre Servire il Popolo spingeva i matrimoni combinati tra membri del partito, preferendo di norma la coppia donna-intellettuale e uomo-operaio. Marta scopre così il primo matrimonio di L.B., da giovanissimo, con una ragazza ancora più giovane di lui e come hanno vissuto in quegli anni, quanto hanno sofferto.

In Città sommersa la storia di Leonardo Barone si condensa nel personaggio di L.B.: carismatico e ritroso, sfaccettato e volubile, amatissimo da tutti e incompreso. Sullo sfondo la Torino degli anni della lotta armata. Ad ogni pagina si avverte tutta la tensione e la paura di quel periodo, che affiora man mano che la ricerca di Marta si arricchisce di prove e di significato. Ad uscirne inevitabilmente cambiato è anche il rapporto padre-figlia e il ricordo che rimane di L.B., qui personaggio ed eterno ragazzo sfuggente e coraggioso, mai lo stesso due giorni di fila, che ha avuto il coraggio di essere tutto e il contrario di tutto per la sua intera vita. Con Marta condivide la grande passione per la letteratura, oltre che quegli scontri causati da chi si somiglia davvero tanto nel carattere, oltre che per essere padre e figlia.

Città sommersa è sì un romanzo, ma è anche una ricostruzione piena di luce per ricordare L.B., quel ragazzo sommerso che si faceva spazio nelle difficili dinamiche degli anni che vengono qui ripercorsi e raccontati. Una storia che ci dice molto, in una forma ibrida che si aggroviglia tra fonti, aneddoti, ricordi e coralità. Perché L. B. è ben voluto da chiunque abbia condiviso parte del suo percorso con lui e qui, tra le pagine del romanzo, viene finalmente compreso e lo si dimentica difficilmente.

Città sommersa è stato proposto da Enrico Deaglio per la settantaquattresima edizione del Premio Strega ed è tra i titoli in dozzina. 

Città sommersa, Marta Barone (Bompiani), pp. 304

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