Cerca
SU
recensioni Slider

Undici donne afroitaliane e le loro storie: ‘Future. Il domani raccontato dalle voci di oggi’

In questa Italia che vive sul filo del paradosso leggere Future. Il domani raccontato dalle voci di oggi è senza dubbio uno dei modi per ricordarsi che no, in questo paese non siamo tutti esseri arrabbiati che spargono astio, bile e saliva sui social (e spesso, purtroppo, non solo sulla rete) al grido di prima gli italiani o chissà quale altra insostenibile cantilena. Future è la prima raccolta di storie vere (a volte filtrate dal racconto, ma che sempre vere rimangono) scritta da donne afroitaliane, curata da Igiaba Scebo e pubblicata da Effequ.

Undici storie scritte da undici donne di diversa età e origine, tutte afroitaliane. Tutte italiane. Vivere in un paese che percepisci come casa è difficile la discriminazione è all’ordine del giorno. Queste undici donne, Leila El Houssi, Lucia Ghebreghiorges, Alesa Herero, Esperance H. Ripanti, Djarah Kan, Ndack Mbaye, Marie Moïse, Leaticia Ouedraogo, Angelica Pesarini, Addes Tesfamariam e Wii, sono state e sono ancora oggi spesso discriminate per il colore della loro pelle, e in qualche caso sono ancora in attesa che venga loro riconosciuta la cittadinanza. Perché in questo paese sembra proprio che quello dello Ius soli che in questo periodo hanno preso a chiamare Ius culturae, sorvolando sul fatto che la cittadinanza sia un diritto dalla nascita).

I racconti contenuti in Future sono sofferti e dolorosi, pieni di speranza per il futuro e un pizzico di disillusione, raccontano questa Italia per com’è oggi e per come vorremmo che fosse: aperta, solidale, accogliente. In una parola: sorella. Ed è proprio la comunanza a fare da filo rosso in tutte queste storie. Ve ne lascio due stralci.

C’è la storia di Marie, che scopre le sue origini a poco a poco e, in compagnia di suo padre, intraprende un viaggio a Haiti per salutare per l’ultima volta suo nonno e liberarsi entrambi, in un fiume di lacrime che si tramutano in risate:

Non ho potuto imparare la loro lingua, non sono nera come loro, non ho saputo niente del loro passato. Ma c’è un male di cui sto male che non è bianco. È la maledizione della tua famiglia haitiana, mi ha detto mia madre una volta, una sorta gene malato che ho ereditato per parte nera.

Da Abbiamo pianto un fiume di risate – Marie Moïse

Sempre legato al tema dell’identità, in un altro racconto, Lisbethgrazie alla visita di una ricca Zia arrivata in Italia dal Ghana, scopre di aver ignorato, almeno fino a quel momento, il suo vero nome, quello degli antenati, che avrebbe dovuto ricongiungerla a stretto giro con le sue origini:

«Questa ragazzina non ha imparato niente delle sue tradizioni» valuta la Zia. «Ma non è colpa sua. È nata qui. Appena diventi più grande ti porto in Ghana con me, ti piacerà» aggiunge rivolgendosi a me. «È bellissima casa tua».

Da Il mio nome – Djarah Kan

C’è tanto altro. Tra ricordi di famiglie e parenti migranti vicini e lontani, fatti di cronaca, radici, femminismo, colonialismo, discriminazioni, passando persino per fantascienza senza mai abbandonare laconsapevolezza di ciò che si è, le storie di Future sono tante e tutte meritevoli. Storie vere capacissime di lasciarci dentro qualcosa: un sentimento nuovo, quel forte senso di vicinanza che tutti dovremmo avere tra di noi. Una raccolta preziosa che ha molto dirci su quello che siamo e sulla società in cui viviamo.

Future. Il domani raccontato dalle voci di oggi, Aa. Vv.,

con la curatela di Igiaba Scebo (effequ), pp. 224

Vuoi comprarlo? Clicca sul bannerino di IBS.it presente nella pagina

Della stessa casa editrice
Parlando di racconti e tutto il mondo intorno potrebbe interessanti anche: