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Distopia, sogno e persino un elefante: ‘Materia. La fuga degli elementi’ di Jacopo La Forgia

Avevo bisogno di una lettura fluttuante e che sbaragliasse un po’ di quei muri fastidiosi che avevo costruito in un periodo di blocco del lettore e, per fortuna, l’ho trovata in Materia. La fuga degli elementi di Jacopo La Forgia, pubblicato quest’anno da effequ.

Respiriamo aria, beviamo acqua, camminiamo sulla terra e ci scaldiamo col fuoco. Niente di più complicato, pensò.

Acqua, aria, terra e fuoco. In Materia c’è tutto e anche di più: già dalle prime pagine, si è rivelata una lettura fluida e potente, in una forma che somiglia a quella di sogno, ma che quando meno ce lo si aspetta riporta il lettore saldamente con i piedi per terra, travolgendolo con la mole degna di un elefante… ma andiamo con ordine.

Mi chiamo Elena e sono nell’acqua. Affondo lentamente a testa in giù. Attraverso correnti fredde e calde, ma non ho brividi. Le molte immersioni mi hanno reso coriacea.

A metà tra il romanzo distopico, il reportage e la raccolta racconti (sei storie che hanno tutte un inizio e una fine, ben corredate nel loro insieme da un Prologo e un Epilogo), Materia è la storia di tre amici, Elena, Andrea e Gabriele, e un po’ di tutto il mondo. Le esistenze di questi tre ragazzi sono legate a filo doppio. via terra e via mare.

La protagonista degli eventi è sicuramente Elena: questa ragazza decisa e risoluta che, lasciandosi con una certa grazia un destino apocalittico di città sommerse, animali estinti e distruzione alle spalle, si spinge da una parte all’altra della terra. E lo fa attraverso il suo elemento, che è l’acqua.

Al di là di questo, la cosa che più gli piaceva di Elena era che non tornava mai sui suoi passi: ogni volta che decideva di fare una cosa, la scelta era assoluta.

Gli altri due personaggi principali di Materia, Andrea e Gabriele, sono sempre presenti nella vita di Elena, nonostante l’intermittenza dettata dai viaggi, cambi di stato e spostamenti vari. Andrea si definisce una persona sempre triste e, seppur sia un bugiardo di professione, è proprio questa la caratteristica che lo rende più vicino agli occhi del lettore. Di lui sappiamo che ha passato del tempo a lavorare il marmo al fine di guadagnare dei soldi per costruire una clinica veterinaria in cui salvare gli animali dall’estinzione. Di Gabriele, invece, si ricorda soprattutto la sua affinità con l’elemento acqua.

Raccontare l’esperienza di lettura intrapresa con Materia non è facile: leggendo, ci si trova davanti a un mondo in subbuglio, pieno di suggestioni, sfumature e accadimenti. Racconti, flashback e ricordi non meglio definiti si susseguono pagina dopo pagina e si ha l’impressione di trovarsi davanti a un paesaggio spesso e volentieri immortalato in una fotografia.

Sullo stile di Jacopo La Forgia, classe 1990 e qui al suo esordio per effequ, ha senza dubbio influito la sua professione: Jacopo pubblica reportage fotografici e tanto delle atmosfere e dei colori delle sue foto si ritrovano in Materia.

Materia è un bel libro ibrido da leggere e consigliare a chi a bisogno di una storia che lo porti lontano, sospesa a metà tra realismo intenso e sogno. Come? Cos’è che c’entra l’elefante che campaggia in copertina? Vi sfido a scoprirlo.

Materia. La fuga degli elementi, Jacopo La Forgia (effequ), pp. 160

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