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Trovare rifugio nello straordinario: ‘Mrs. Caliban’ di Rachel Ingalls

Mai disperarsi dell’ordinarietà della propria vita, perché qualcosa di inaspettato e fantastico potrebbe piombarvi in casa quando meno ve lo aspettate. Proprio come racconta Rachel Ingalls con il suo Mrs. Caliban, pubblicato per la prima volta nel 1982, ora riedito negli Stati Uniti e arrivato in Italia per nottetempo.

Chi è Mrs. Caliban? Dorothy, Dotty, Dot, sposata con Fred Caliban. Fa la casalinga e vive le sue giornate normali da moglie americana normale. Il marito è sempre fuori. Per affari, dice. Dorothy sa che c’è dell’altro, l’auto del marito non può rompersi ogni tre per due. Eppure soprassiede. Cerca di tenersi occupata, di non pensare al suo bambino, morto prematuramente per un’operazione sbagliata, e a quell’altra gravidanza che non è riuscita a portare a termine. Vuole non pensare al suo matrimonio che sta evidentemente naufragando, al marito che quando esce non la saluta più con un bacio, al fatto che dormono in letti separati ormai da tempo.

Per un attimo Dorothy aveva pensato che il bollettino su Aquarius fosse uno degli annunci riservati soltanto a lei. Ma non era possibile. Le voci tutte sue non parlavano mai a lungo e avevano un tono morbido, intimo, sognatore: all’orecchio parevano essere emanateal proprio interno invece che provenire dall’esterno. Questa tirata era stata pronunciata con la solita cadenza carica di pathos tipica del venditore-pubblicitario.

Nelle sue giornate Mrs. Caliban ascolta la radio e si lascia trasportare sulle ali dell’immaginazione, tra le notizie vere e altre che sembra sentire solo dalle sue orecchie. Così succede che proprio alla viene a sapere di Aquarius, pericolosissimo mostro anfibio, già cavia di esperimenti scientifici, ora in libertà. Questo uomo-rana lungo due metri e largo molto più del normale, poi, Dot se lo ritrova in casa. L’uomo-rana chiede aiuto. La donna non ha paura, lo scopre subito umano, riescono a comunicare. Larry, questo il nome con cui l’uomo-rana identifica sé stesso dopo gli esperimenti in laboratorio e le sevizie a cui è stato sottoposto, parla la sua stessa lingua. L’ha imparata e anche bene. Pericoloso per gli altri, ma non per Dot che lo sfama con ingenti quantità di avocado e verdure e lo ospita in quelle stanze in cui suo marito non mette piede.

Lo guardò a fondo negli occhi e pensò: certo che ha sofferto, dato che non è come gli altri, e adesso ha la polizia alle calcagna, e chi sa quali orribili esperimenti devo aver condotto su di lui.

Tra i due è subito amore, un amore inaspettato e diverso. Con l’arrivo di Larry, Mrs. Caliban sembra aver trovato un rifugio alla desolazione della propria vita personale. Ciò che non è normale non la preoccupa, anzi la spinge all’accoglienza, ad amare qualcosa che non conosce. Sia Larry l’anfibio che Mrs. Caliban impareranno molto l’uno dall’altra. Larry impara subito anche a guidare, per dire.

Mrs. Caliban non è solo un romanzo sui buoni sentimenti nati da situazioni accidentate. Non è solo un’atipica storia d’amore tra una donna e un uomo-rana. In questo libro c’è un’aria fiabesca, a tratti impalpabile, a tratti super realistica.

C’è molta fantasia e fantascienza. C’è tanta musica e anche il silenzio. Sullo sfondo, ma neanche tanto, l’America e i suoi mille immaginari, che di tanto in tanto fanno capolino tra un sandwich e tanta tv.

“Be’, un gorilla verde alto due metri e quaranta con i piedi palmati e gli occhi sporgenti… tu come lo chiameresti? Una ranocchia ben sviluppata? Non proprio il tipo da universita esclusiva, comunque.

Forse, avendo già apprezzato molto La forma dell’acqua di Guillermo del Toro in cui viene affrontata la stessa tematica, in Mrs. Caliban mi sarei aspettata qualcosa che facesse maggiormente leva sul fattore incomunicabilità, i personaggi della Ingalls, al contrario, dialogano spesso e lo fanno anche benissimo, ma resta comunque una lettura godibile e dai risvolti inaspettati.

immagine articolo per Mrs. Caliban di Rachel Ingalls, nottetempo. 
Raffigura una donna di profilo occupata nei lavori domestici in cucina.

Mrs. Caliban, Rachel Ingalls, nottetempo, pp. 160

(traduzione di Damiano Abeni)

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